Narghilè Roma


Il narghilè: un antidoto allo stress quotidiano

Nel cuore di Roma, un originale locale arabo-orientale e la possibilità di gustare cibi prelibati e fumare il narghilè, chiacchierando amabilmente con gli amici.

Se vi trovate dalle parti di Campo dei Fiori, a Roma, non dimenticatevi di imboccare Via del Pellegrino per fermarvi a visitare Sciam, un bellissimo locale arabo, unico nel suo genere in tutta Europa. Il padrone del locale, il sig. Youseef Hallak, è un instancabile Ulisse moderno che da Damasco, sua città natale, è partito per un lungo viaggio che lo ha portato in Andalusia, al Cairo, ad Instabul, a Fees per giungere, circa ventidue anni fa, a Roma e stabilirsi, sembra, definitivamente.
Ma il sig Youssef, oltre al viaggio, ha sempre avuto anche un altro grande sogno: quello di riunire tutte le culture arabe conosciute in un’unica realtà. Da meno di un anno quel sogno è diventato una realtà in questo splendido posto dove, oltre a poter degustare ottimi tè o cenare con specialità arabe, potrete visionare il laboratorio di tessitura di tappeti orientali e di vetro soffiato egiziano e siriano.
Un locale come dice lo stesso signor Hallak, dedicato a Roma, città eterna, come compenso per la grande ospitalità ed il caloroso affetto dimostrato da tutti i romaniche ha incontrato, ma anche a tutte le donne, un auspicio affinchè si possa, finalmente, realizzare la piena uguaglianza tra i sessi. Ed effettivamente, l’atmosfera tranquilla, profumata e calda si presta egregiamente ad essere un luogo di donne, in cui passare un pomeriggio tranquillo,parlando con le amiche.
L’arredo è dei pù ricercati e all’interno è possibile rivivere l’atmosfera dei locali arabi dell’impero ottomano: la rara belezza del legno di noce lavorato a mano, le ceramiche siriane, i tessuti di Kilim, anche i servizi, della cucina alla tavola, sono ripresi in stile aabo settecentesco.
Nel pieno rispetto della cultura araba nel menù non sono presenti alcolici, ma sono serviti svariati tipi di bevande: il tè alla menta o all’acqua di rosa, il karkadè, il succo di mango e tanti altri cocktail che sono realizzati con frutta fresca mediterranea. Le bevande sono accompagnate da piatti freddi di rara culinarietà: prelibati dolci di Damasco e Aleppo, diversi tipi di datteri e fichi di Baghdad ed Egitto con ripieno di pistacchi di Persia, pinoli d’India e noci delle coste mediterranee.
La cena comprende pietanze cucinate con gli stessi rituali ed ingredienti dell’epoca. Ed è possibile degustare piatti tipici come il Tabule, l’Homus, il Babaganusg, il piatto preferito dal Sultano “Il Magnifico”, il Tarator, lo Jalangi. Tutte pietanze vegetariane, rese delicate da ingredienti leggeri e genuini.
Ma le sorprese non finiscono qui. Infatti, mentre si degustano queste prelibate specialità arabe è possibile accostarsi al Narghilè, che rappresenta il classico modo di fumare in Medio Oriente e in Turchia. Con il Narghilè è possibile fumare del tabacco profumato (fatto da un mix di foglie di tabacco tritate e di polpa di frutta): il tutto viene deposto nel braciere e poi ricoperto da carbone acceso. La normale mistura del tabacco può bruciare anche per un’ora, ma il tempo di fumata varia in funzione della qualità della mistura.
Bisogna aggiungere che,sebbene soppiantato dall’uso di sigarette, il fascino del Narghilè resiste intatto col passare del tempo, donando anche al giorno d’oggi grande piacere a chi lo fuma.
Fumare il Naghilè non è come fumare una sigaretta: quest’ultima, infatti, è per le persone nervose, che vanno sempre di fretta e sono sempre in competizione per qualcosa. Quando si fuma il Narghilè Roma, al contrario, bisogna avere tempo per pensare. Il Narghilè Roma insegna ad avere pazienza, ad essere tolleranti, e fa apprezzare la buona compagnia.
Chi fuma il Narghilè ha un rapporto più armonioso con la vita, il fumarlo è un momento d’ozio, un passatempo, possibilmente unito ad una tranquilla chiacchierata, usato da secoli per lasciarsi alle spalle lo stress quotidiano.

  Fonte B.lar / E.M.